Ragù alla bolognese: la ricetta di Orietta Berti con un ingrediente che pochi si aspettano

La pentola sobbolle piano, il cucchiaio di legno resta appoggiato sul bordo e in cucina arriva quel profumo pieno che fa subito pensare al pranzo della domenica. È proprio in un momento così che si capisce perché la versione resa famosa da Orietta Berti incuriosisca tanto, il suo tocco speciale non stravolge nulla, ma aggiunge 80 grammi di burro all’inizio della cottura. Il risultato è un ragù più morbido, lucido e avvolgente, senza perdere il carattere classico della bolognese fatta con pazienza.

Il dettaglio che cambia la consistenza

Il punto interessante è semplice. Il burro, sciolto insieme all’olio extravergine di oliva, aiuta il soffritto a cuocere dolcemente e accompagna la carne verso una consistenza più vellutata. Non sa di panna, non copre il pomodoro e non rende il sugo pesante se le proporzioni sono ben bilanciate.

Chi prepara spesso il ragù lo sa bene, la differenza non la fa solo la lista degli ingredienti, ma il modo in cui vengono trattati nei primi 15 minuti. Se il soffritto prende colore troppo presto, il sapore cambia. Se invece resta dolce e tenero, tutta la cottura lunga guadagna profondità.

Ingredienti per 6 o 8 porzioni

  1. 80 g di burro
  2. 8 cucchiai di olio extravergine di oliva
  3. 1 cipolla
  4. 1 carota
  5. 1 costa di sedano
  6. 100 o 200 g di pancetta arrotolata a cubetti
  7. 600 o 750 g di carne macinata, meglio mista tra manzo e maiale
  8. 2 bicchieri di vino secco, bianco o rosso
  9. 600 o 700 g di passata di pomodoro oppure pelati schiacciati
  10. 1 bicchiere e mezzo di acqua calda o brodo leggero
  11. 1 o 2 foglie di alloro
  12. 3 o 4 foglie di salvia
  13. Sale e pepe quanto basta
  14. Facoltativa, una grattata di noce moscata

Procedimento passo dopo passo

  1. Trita finemente cipolla, carota e sedano. In una casseruola capiente fai sciogliere a fuoco basso il burro con l’olio.
  2. Aggiungi il trito e la pancetta, poi cuoci piano per circa 10 minuti. Le verdure devono ammorbidirsi, non friggere.
  3. Unisci la carne macinata e rosolala bene, mescolando finché i succhi non si asciugano.
  4. Versa i 2 bicchieri di vino e lascia evaporare completamente l’alcol.
  5. Aggiungi la passata, l’acqua calda o il brodo, l’alloro, la salvia, il sale, il pepe e, se ti piace, un pizzico di noce moscata.
  6. Abbassa al minimo la fiamma e cuoci con coperchio semiaperto per almeno 6 ore. Mescola spesso e, se serve, aggiungi poca acqua calda.
  7. Spegni quando il sugo è denso, scuro e uniforme, senza liquido separato in superficie.
  8. Lascialo riposare almeno 30 minuti. Molti lo preferiscono il giorno dopo, quando i sapori si sono amalgamati ancora meglio.

Come capire se sta venendo bene

Ci sono tre segnali molto utili:

  1. Il grasso non deve galleggiare separato, ma risultare assorbito nella salsa.
  2. Il profumo deve essere rotondo, senza nota alcolica o acidità spiccata.
  3. Passando il cucchiaio sul fondo, il sugo deve richiudersi lentamente.

Una casseruola dal fondo pesante aiuta parecchio. Anche i cuochi più esperti, quando puntano a una bolognese ben fatta, preferiscono una cottura quasi impercettibile, con piccole bolle e mescolate regolari sui bordi.

Come servirlo davvero bene

La tradizione lo vuole con tagliatelle all’uovo e una spolverata di Parmigiano Reggiano. Si può usare anche per lasagne o pasta fresca ripiena, ma sulle tagliatelle mostra meglio la sua struttura, perché resta attaccato alla sfoglia senza scivolare via.

Se vuoi provarlo a casa, non cercare effetti speciali. Basta rispettare i tempi, usare il burro all’inizio e non avere fretta. È uno di quei sughi che insegnano una cosa preziosa anche nella cucina di tutti i giorni, a volte un piccolo ingrediente non cambia l’identità di un piatto, ma gli dà quella setosità che lo rende memorabile al primo assaggio.

Redazione Marenchino Blog

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